Se sharing economy significa vantaggio economico, socialità dell’esperienza, accesso e condivisione, possiamo di certo considerarne Airbnb l’esempio più rappresentativo nel settore dell’ospitalità.

 

Cos’ è Airbnb?

Airbnb è la community che mette in contatto persone alla ricerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi, con persone che dispongono di uno spazio disponibile, una stanza o un semplice posto letto, a qualsiasi prezzo, in più di 34000 città e in 192 paesi, vantando circa 11 milioni di fruitori nel mondo.

 

Le idee migliori nascono dall’esistenza di un bisogno insoddisfatto

Tutto inizia a San Francisco. E’ il 2007 e, in quel periodo la  Industrial Design Society of America organizza una conferenza annuale.

Tutte le strutture di alloggio sono al completo. Due coinquilini ventiseienni della medesima città, Joe Gebbia e Brian Chesky, studenti della Rhode Island School of Design, ricevono una richiesta di aumento di affitto del 25%.

Non in grado di sostenere tale spesa, decidono di affittare ad estranei lo spazio non sfruttato nel salotto del loro loft, offrendo un materasso gonfiabile per dormire e la colazione mattutina (in inglese “air bed and beakfast), pubblicizzando l’offerta su un sito da loro creato.

Dopo tre giorni ospitano tre persone a 80 dollari a notte ciascuna.

 

“Creativity can solve problems”

Rhode Island School of Design

L’anno successivo, divenuti consapevoli che questa semplice idea possedesse tutte le potenzialità per divenire un vero e proprio business, Brian e Joe, insieme a Nathan Blecharczyk, fondarono ufficialmente la compagnia e lanciarono il sito Airbedandbreakfast.com (successivamente rinominato Airbnb.com).

Oggi, questo colosso del settore vacanze ha un valore di circa 25 miliardi di dollari.

 

L’ identità del brand

Bélo (dal verbo “to belong”, che significa “appartenere”) è il logo del brand Airbnb, che costruisce la sua identità su 3 principi, semplici, quanto efficaci: people (persone), places (luoghi) e love (amore).

 

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Belong anywhere”, è lo slogan del brand, che stimola ad immaginare un mondo dove è possibile trovare ovunque un posto al quale appartenere.

Il concetto di appartenenza è, infatti, la vera forza del brand, che, inoltre, trova libera espressione grazie all’ attivazione di un tool di supporto per gli utenti, teso alla creazione di un proprio logo personalizzato, realizzabile da chiunque e riconoscibile ovunque, teso a stimolare il racconto dell’esperienza di accoglienza o di viaggio vissuta tramite Airbnb.

Un’ottima strategia di marketing che consente, una volta creato il proprio simbolo, di utilizzarlo a proprio piacimento, brandizzando una tazza, intestando dei bigliettini di benvenuto o di ringraziamento, realizzando dei souvenirs personalizzati, e così via.

Ognuno può personalizzare la propria esperienza e condividerla con gli altri, rafforzando il senso di appartenenza alla community.

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(Qui i dettagli: https://create.airbnb.com/it/about)

 

Come funziona Airbnb?

Usufruire della piattaforma ed entrare a far parte della community è semplicissimo. Basta accedere al sito, creare il proprio account (gratuito), cercare l’annuncio più adatto alle proprie esigenze (individuabile tramite la compilazione di specifici parametri di riferimento) e, così, contattare l’host, ossia la persona che offre ospitalità.

La piattaforma consente di trovare tre tipi di sistemazioni differenti.

  • Case intere– case interamente a disposizione dell’ospite
  • Stanze private– stanze private all’interno di appartamenti in cui abitano altre persone, solitamente gli stessi proprietari
  • Stanze condivise– stanze da condividere con altre persone

Il pagamento viene effettuato in tutta sicurezza, generalmente tramite carta di credito e viene gestito da Airbnb che lo mantiene “congelato” fino a 24 ore dopo il check-in, in modo da tutelare sia l’host che l’ospite in caso di truffe (rarissime rispetto alla enorme percentuale di esperienza positive vissute).

Al termine del soggiorno, è importante raccontare alla community la propria esperienza scrivendo una recensione, tramite la quale sia l’host che l’ospite formuleranno il proprio giudizio circa l’esperienza vissuta.

 

Cosa è stato vincente di questo business ? 

Dalle parole di Joe Gebbia, co-fondatore e CPO di Airbnb, la chiave vincente di questo business è stata quella di investire nella fiducia tra le persone e in un buon design.

Vi lascio con la sua appassionante storia ed i suoi utili consigli nell’ambito dell’ evento TED Talks: