Innovare al giorno d’oggi è diventato un imperativo per aziende, istituzioni e singoli individui. Tuttavia, innovare non è facile, ma è indispensabile. Internet delle cose e robotica, big data e intelligenza artificiale, cloud e stampa 3D , queste sono le innovazioni dirompenti che stanno accelerando il cambiamento, favorendo investimenti, forme di collaborazione tra le aziende e persino agevolazioni fiscali e indirizzi di politica industriale.
È questa la strada da percorrere ed è ciò che si è prefissato il nostro governo avviando il Piano Nazionale Industria 4.0.

Quest’ultimo, sottoscritto dal ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, prevede di stanziare circa 13 miliardi di euro in sette anni per fronteggiare la crisi economica da un lato, e dall’altro, vincere le sfide globali lanciate dall’avanzata dell’innovazione tecnologica che coinvolgeranno il nostro paese.

In particolare sono state tracciate 8 aree di intervento per promuovere lo sviluppo della quarta rivoluzione industriale:

1 – rilanciare gli investimenti industriali con particolare attenzione a quelli in ricerca e sviluppo, conoscenza e innovazione;
2 – favorire la crescita dimensionale delle imprese;
3 – favorire la nuova imprenditorialità innovativa;
4 – definire protocolli, standard e criteri di interoperabilità condivisi a livello europeo;
5 – garantire la sicurezza delle reti (cybersecurity) e la tutela della privacy;
6 – assicurare adeguate infrastrutture di rete;
7 – diffondere le competenze per Industry 4.0;
8 – canalizzare le risorse finanziare.

Tali tematiche hanno come obiettivo quello di ampliare i benefici di carattere fiscale sugli investimenti delle imprese in beni e tecnologie che consentono la connessione tra sistemi fisici e digitali, l’analisi attraverso i Big Data e l’approccio real-time del sistema produttivo dell’impresa.

In tal caso la Legge di Bilancio 2017, n. 232/2016, ha introdotto e ampliato gli incentivi fiscali per le imprese che investono nella trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa secondo il modello Industria 4.0:
Iperammortamento dei beni materiali;
Superammortamento dei beni immateriali;

Iperammortamento

L’iperammortamento consiste in una supervalutazione del 250% degli investimenti in beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0 acquistati o in leasing.

Superammortamento

Il superammortamento consiste, invece, in una supervalutazione del 140% degli investimenti in beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali «Industria 4.0» acquistati o in leasing.

In concreto, le imprese usufruiscono della maggiore percentuale del 150%, nel primo caso, e 40%, nel secondo, del costo fiscalmente deducibile ai fini del reddito d’impresa nel periodo d’imposta in cui vengono imputate le quote di ammortamento dei beni Industria 4.0.
In tal senso va annoverato che si tratta di benefici fiscali cumulabili con gli altri incentivi, tra cui, Nuova Sabatini, Credito d’imposta per attività di Ricerca e Sviluppo, Patent Box, Incentivi alla patrimonializzazione delle imprese (ACE), Incentivi agli investimenti in Start up e PMI innovative, Fondo Centrale di Garanzia.

In merito alle modalità d’accesso del beneficio fiscale, domande di approfondimento su iper e super ammortamento, commentare oppure scrivetemi qui, sarò più che lieto di rispondervi.