Presentare i mercati finanziari non è mai semplice. Spiegare che non sono una trappola,  ma che sono un’entità funzionale al sistema economico che permette l’evoluzione e la crescita del sistema stesso, è ancora più arduo.

In cosa consiste il termine “mercato finanziario”?

Possiamo cominciare dicendo che è un luogo (non fisico) contenente l’insieme delle strutture (telematiche, giuridiche, fisiche) mediante le quali vengono effettuati il trasferimento del risparmio tra gli operatori economici che ne accumulano (famiglie) e gli operatori che invece ne fanno domanda (pubblica amministrazione e imprese) e la redistribuzione dei rischi economici tra i medesimi operatori.

La funzione di trasferimento del risparmio si realizza attraverso l’emissione di strumenti finanziari da parte dei soggetti in disavanzo (imprese ed enti pubblici) e la loro cessione, in cambio di moneta, ai soggetti in avanzo finanziario (famiglie).

Chi sono i soggetti operanti?

Innanzitutto abbiamo tutti i piccoli risparmiatori persone fisiche (il nonno, la zia), i quali vengono identificati nel mondo della finanza con il termine famiglie. I loro risparmi, detti avanzi, anziché essere depositati “sotto il mattone”, vengono prestati ad altri soggetti che si impegnano, ad una certa data, a restituirli ed a versare una piccola somma aggiuntiva a titolo di interesse. Tale collocamento è agevolato dal lavoro di persone specializzate nel settore, gli intermediari finanziari. Dall’altra parte ci sono soggetti in cd disavanzo, che necessitano di disporre di moneta in un determinato periodo di tempo. Le imprese accumulano disavanzi per realizzare investimenti produttivi prima che questi, una volta completati, comincino a generare redditi. Per gli enti pubblici invece, dipende da ragioni di politica economica, per far fronte ad un eccesso di pagamenti (spesa pubblica) rispetto alle entrate (prevalentemente tributarie).

Infine abbiamo le assicurazioni, il cui compito è quello di garantire una distribuzione del rischio adatta alle esigenze di portafoglio del cliente. Per loro invece, non è rilevante il trasferimento di moneta, bensì la natura dello strumento emesso. Infatti, la differenziazione degli strumenti offre di personalizzare gli investimenti secondo i profili dei vari clienti.

Classificazioni del mercato

Data la numerosità degli operatori e la moltitudine degli strumenti emessi, non possiamo considerare il mercato come un’entità omogenea, bensì dobbiamo effettuare diverse classificazioni a secondo dei punti di vista da cui ci affacciamo sul mercato stesso.

Natura degli strumenti: una primordiale distinzione del mercato finanziario va fatta in merito alla natura degli strumenti finanziari oggetto di scambio. Nel mercato creditizio vengono scambiati strumenti personalizzati sulle caratteristiche dei contraenti, e per questo non destinati alla circolazione. Nel mercato mobiliare invece, vengono emessi, scambiati e rimborsati strumenti standardizzati e dunque destinati alla circolazione. Nel mercato assicurativo infine, vengono emessi strumenti finalizzati a trasferire i rischi ad un intermediario che a sua volta provvederà a ripartire tali rischi ad altri operatori esposti ai medesimi rischi.

Durata degli strumenti: a seconda della durata si distinguono, invece, il mercato monetario, dove vengono scambiati strumenti con scadenze brevi, dal mercato dei capitali (a volte detto mercato finanziario, ma in senso più ristretto), in cui vengono scambiati titoli a più lunga o ad indeterminata scadenza.

 Momento di emissione: un ultima distinzione va fatta  in base al momento genetico di tali strumenti finanziari. Distinguiamo il mercato primario, nel quale vengono scambiati titoli di nuova emissione (realizzando così il trasferimento del risparmio), dal mercato secondario, dove vengono scambiati titoli già emessi, consentendo così di monetizzare tali strumenti indipendentemente dalla loro scadenza. Infatti, senza un mercato secondario che garantisca di liquidare il proprio investimento, nessun operatore sottoscriverebbe un obbligazione trentennale. D’altro canto, soltanto un gran numero di emissioni permette al mercato secondario di espandersi e diventare sempre più liquido.

Qui possiamo trovare un ulteriore approfondimento a questo argomento.

Normativa di riferimento

Con l’approvazione del Testo Unico della Finanza, nel 1998, il quadro legislativo si è notevolmente arricchito con una serie di norme che hanno cercato di dare una regolamentazione organica della materia, anche in funzione della graduale integrazione dei mercati finanziari dei Paesi dell’Unione europea. Questo “corpus” normativo è giustificato dall’esigenza di dare agli agenti economici, investitori in primis, un certo grado di sicurezza e protezione, un ambiente in cui si sentano adeguatamente tutelati.

Infatti, è di fondamentale importanza il grado di fiducia che i singoli ripongono nel sistema affinché essi decidano di fornire risorse monetarie, investendo i loro risparmi, alle aziende, per finanziarne lo sviluppo: maggiore è la sicurezza degli investitori di ricevere una remunerazione più alta di quella che si otterrebbe lasciando i propri risparmi in depositi poco fruttiferi e maggiore sarà la loro propensione a investire nei mercati finanziari, aumentando così le risorse disponibili al sistema economico per effettuare investimenti.

Si dice che un mercato che funzioni bene genera efficienza. Infatti, un mercato efficiente Ciò amplia le opportunità di scelta in materia di consumo e di investimento e facilita il conseguimento di una più efficiente allocazione delle risorse.

In un mondo sempre più spinto verso la dematerializzazione, capire l’importanza dei mercati finanziari è di fondamentale importanza.

 

Fonti:

http://www.treccani.it/enciclopedia/mercati-finanziari_(Enciclopedia-Italiana)/
http://www.consob.it/web/investor-education/il-sistema-finanziario-attuale-una-stilizzazione