Le definizioni di smart city sono numerose e spesso le stesse istituzioni, regioni o singoli progetti affrontano il tema in modo comune ma con modalità differenti. Non esiste un modo univoco per definire una città intelligente. Nel corso degli ultimi anni, si è passati dal definirla città digitale a città inclusiva, sostenibile e che migliora la qualità della vita. Tuttavia, come si diceva nel precedente articolo, gli elementi comuni che caratterizzano una smart city sono: qualità della vita, ambiente, salute, sicurezza, inclusività e partecipazione attiva del cittadino alla programmazione e gestione dei cambiamenti della società in cui vive e lavora.

La nascita del termine Smart City

Uno studio (condotto da ABB The European House Ambrosetti) mostra le origini e l’evoluzione del concetto di smart city. Negli anni Novanta, in concomitanza con la liberalizzazione delle telecomunicazioni e l’ascesa dei servizi digitali, è stato introdotto per la prima volta il termine smart city. Due note multinazionali quali IBM CISCO, hanno elaborato la visione di una città ideale dal forte contenuto di automazione, che vede le infrastrutture ICT chiave di volta dell’intelligenza urbana. Con il tempo, l’espressione smart city è diventata sinonimo di una città caratterizzata dall’uso intelligente ed esteso delle tecnologie digitali. Tuttavia, ed è stato sottolineato da più parti, se le innovazioni tecnologiche non si inquadrano all’interno di una visione complessiva e sistemica della città e del suo futuro, rimangono frammenti di un mosaico di cui non si legge il disegno.

Quindi, si deve al Politecnico di Vienna in collaborazione con l’Università di Lubiana ed il Politecnico di Delft una della definizioni di smart city che sembra aver guidato il primo cambiamento di prospettiva. Questi istituti hanno delineato 6 asset  grazie ai quali è possibile valutare il grado di smartness di 70 città europee di medie dimensioni. Non solo dati ed informazioni ma anche mobilità, qualità dell’ambiente, governance del sistema urbano, sviluppo economico e partecipazione alla vita sociale.

weHUB Blog - smart city 6 asset - qualità della vita, ambiente, salute, sicurezza, inclusività e partecipazione attiva

Questi 6 asset, pur non essendo una novità sostanziale per gli esperti di sviluppo del territorio, hanno il merito di costruire il primo tentativo di misurazione del grado di smartness e di evidenziare alle istituzioni le possibili leve su cui agire. Si nota, infatti, un completo cambio di direzione e il concetto di smartness viene progressivamente collegato, non solo più alla presenza di infrastrutture digitali, ma soprattutto al concetto di benessere ed al ruolo del capitale umano, sociale e relazionale come fattore importante di crescita.


Le città sono l’inizio di tutto

Con il passare degli anni è sempre più frequente assistere a casi in cui modelli definiti smart vengono applicati all’interno dei maggiori poli innovativi per eccellenza, le città. La città stessa – vista sotto un punto di vista sistemico – può essere vista come un cluster innovativo in grado (attraverso le proprie risorse o attori e le conseguenti relazioni intraprese tra questi) di far nascere ed evolvere le condizioni essenziali per migliorare il contesto sociale ed economico e, così facendo, migliorare la  qualità della vita dei cittadini, aumentare il mercato potenziale e far nascere iniziative e progetti innovativi ad alto impatto sociale, scientifico e tecnologico.

Un’importante osservazione viene proposta dal professore Roberto Pagani – esperto di smart city – il quale suddivide le città in 4 grandi categorie (ciascuna con determinate caratteristiche) sulla base di vantaggi, collettivi ed individuali, che le città stesse sono in grado di offrire.  Queste città, come si evince dallo schema, sono definite in 4 modi: dannosa, pirata, pioniera e smart.

 

DANNOSA

si manifesta contemporaneamente uno svantaggio collettivo ed individuale e con un notevole tasso di inquinamento ambientale

PIRATA

si realizza un vantaggio esclusivamente individuale, tra una ristretta parte di cittadini, generando un danno alla collettività soprattutto sotto la sfera economica e sociale

 

PIONIERA

i cittadini accettano uno svantaggio individuale se questo comporta un miglioramento della comunità con la quale si interfacciano

SMART

è la città che realizza il vantaggio individuale ed al tempo stesso anche quello collettivo, rappresentando così un’evoluzione in positivo della città pioniera

Greenfield e Browdfield: 2 modi per definirsi smart cities

Nel mondo, sebbene stiano proliferando progetti “smart”, ancora non sono tantissime le città che sono definite completamente smart. In primo luogo, infatti, occorre distinguere le città nate ex novo (chiamante anche greenfield) dalle città già esistenti che adottano modelli definiti smart (chiamate brownfield). Per ovvi motivi, le greenfield sono di più difficile reperibilità ed anzi si riconducono solo a pochi casi, come negli Emirati Arabi o in Giappone dove proprio a pochi km da Tokyo nasce la prima smart city giapponese Fujisawa Sustainable Smart Town una città completamente sostenibile, abitata da 3000 residenti e con sistemi di controllo e gestione intelligenti, innovativi ed energeticamente puliti.

weHUB Blog - Fujisawa Sustainable Smart Town- smart city
Esempi di brownfield, invece, sono: la città di Londra che può contare non solo di una gestione della “creazione d’azienda” estremamente rapida ed innovativa ma anche su una delle linee pubbliche Wi-Fi più grandi al mondo; la città di Amsterdam, forse una delle prime ad adottare politiche smart con il progetto ASC. La vision (promossa dal governo attraverso numerose iniziative, finanziamenti e cooperazioni tra soggetti pubblici e privati) è fortemente incentrata sul concetto della qualità della vita e del benessere collettivo (basti pensare che oltre il 40% del traffico cittadino è costituito da biciclette) che va fortemente a braccetto con il rispetto per l’ambiente.

weHUB Blog - Amsterdam Sustainable Agenda - smart city


Si può partire anche con poco, basta pensare smart!

Come abbiamo visto, esistono diversi modi per essere smart o esprimere livelli di smartness. Esistono città che nascono da zero, esistono altre città che invece sviluppano politiche smart e poi ci sono, anzi sono fondamentali, le iniziative collettive che partono dal basso e che migliorano la qualità della vita delle persone e delle loro relative città. A tal proposito, in Canada  un’azienda ha creato un’App che ti indica dov’è già passato lo spazzaneve in modo da evitare disagi, ingorghi o incidenti ed assicurando (con un servizio innovativo e utile) un modo facile e veloce in grado di fornire una soluzione ad un problema, trasformando quindi un problema in opportunità e migliorando il benessere di un soggetto, persona, azienda o istituzione che sia.

 

 

REFERENCES

  • Smart cities Ranking of European medium-sized cities (Giffinger R., Fertner C., Kramar H., Kalasek R., Pichler-Milanovic N., Meijers E. – Centre of Regional Science, Vienna UT)
  • Smart Cities in Italia: un’opportunità nello spirito del Rinascimento per una nuova qualità della vita (ABB e The European House Ambrosetti)
  • Smart Cities (Pagani R., Senato della Repubblica)