Uno dei metodi per certificare la retribuzione di un’attività svolta è la ricevuta per Prestazione Occasionale.

La collaborazione occasionale consiste in un’attività, in favore di un committente, che un soggetto effettua per un periodo breve e senza alcun vincolo di subordinazione. Tutte le persone, per giustificare le somme di denaro che percepiscono, devono emettere la ricevuta per la prestazione occasionale svolta.

Nello svolgimento di quest’attività è molto importante rispettare 2 vincoli: quello temporale e quello economico.

Il primo, riguarda il requisito della occasionalità e consiste nello svolgere un’opera per un periodo non superiore ai 30 giorni in un arco temporale di 12 mesi. Ovviamente, questo limite si riferisce ad un solo committente. Nel caso in cui un soggetto lavori con più committenti, questo limite è fatto salvo. Invece, il secondo vincolo si riferisce a quello economico. Infatti, il fatturato massimo che una persona può determinare, in un anno, non deve superare il tetto di 5.000,00€.

Il collaboratore, al netto del congruo pagamento, è obbligato ad emettere una ricevuta per la prestazione eseguita. La ritenuta d’acconto (20%) è un metodo scelto dal legislatore per assicurare che un soggetto versi le tasse relative ad una propria prestazione di lavoro occasionale o professionale.

Dal punto di vista pratico, il collaboratore, nel momento in cui riceve il pagamento, deve emettere la ricevuta al committente. Infine, quest’ultimo dovrà versare, allo Stato entro il giorno 16 del mese successivo alla data della ricevuta, per conto del collaboratore la parte della ritenuta d’acconto.

Dal punto di vista fiscale, invece, la ricevuta deve rispettare determinati requisiti:

  1. il luogo e la data
  2. il numero della ricevuta (da esprimere progressivamente)
  3. i dati del soggetto che eroga la prestazione
  4. i dati del committente
  5. la descrizione dell’attività svolta
  6. l’importo della ritenuta di acconto (20%)
  7. l’importo del compenso lordo
  8. l’importo del compenso netto
  9. marca da bollo (2,00€)
  10. firma del soggetto che esercita l’attività

Una delle parti più importanti di questa ricevuta prestazione occasione, si annida nei punti 6, 7 e 8 sopra riportati. Analizzandoli notiamo che: la spesa del committente è pari all’ importo lordo; l’incasso del professionista che effettua la prestazione è pari all’ importo netto; infine, vi è la ritenuta di acconto che viene versata dal committente in favore del collaboratore allo Stato, che prende subito questo 20% di tasse.

Al momento della dichiarazione dei redditi, l’anno successivo alla prestazione eseguita, ed a seconda dei redditi totali e di eventuali detrazioni o deduzioni, lo Stato potrà:

  • restituire al collaboratore, sottoforma di credito di imposta, parte o l’intera percentuale pagata, se questa non era dovuta;
  • chiedere un conguaglio, nel caso in cui le tasse dovute eccedono il 20% già versato in precedenza dal committente.

In questo contesto storico, dove non è particolarmente facile aprire una ditta individuale o una società, la ricevuta per prestazione occasionale è diventato un metodo molto diffuso per certificare le collaborazioni lavorative. Tale prestazione di lavoro professionale, come sopra riportato, deve obbligatoriamente essere occasionale e non deve superare, ogni anno, la quota di 5.000,00€.

La ricevuta ricevuta per prestazione occasionale ha una struttura ben precisa ed è molto importante calcolare sia la parte lorda che quella netta, ovvero la parte che spetta ricevere a chi ha eseguito la prestazione occasionale.

Se vuoi calcolare l’importo preciso, partendo dalla quota netta che ti spetta, ti consiglio di utilizzare questo sito www.ritenutadiacconto.it oppure anche www.ritenuta.it.

 

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