Fashion: l’evoluzione online/offline ed il futuro che ci attende.

Come si sono evoluti i canali online e offline nel mondo del fashion? 

Il settore del fashion ha sempre destato in me curiosità e passione e oggi ho deciso di unire questa passione alla scrittura e perché no, ad un background di conoscenze e studi appresi nelle tematiche online ed offline.

Quanto Internet ha cambiato le nostre abitudini?

I cambiamenti del Fashion

Con l’avvento di internet e dell’e-commerce le nostre abitudini di consumo sono cambiate.

Di conseguenza sono cambiate le strategie di piccole e grandi aziende per raggiungere e fidelizzare i propri clienti.

Dal 2008 in avanti il settore dell’abbigliamento ha vissuto una fase di drastica evoluzione.

Con l’entrata dei brand del fast fashion, l’apertura ai mercati esteri e la crisi economica, negli ultimi tempi c’è stato un ritorno alla qualità.

I consumatori del fashion cosa pensano a riguardo?

I consumatori sono stufi di acquistare capi usa e getta restando comunque attenti alla variabile prezzo.

L’effetto ROPO è l’acronimo di Research Online Purchase Offline,  letteralmente “Ricerca Online, Acquista Offline”  e dimostra che gli e-commerce non hanno soppiantato i negozi fisici e che il marketing territoriale ha un suo perché, eccome.

RESEARCH ONLINE PURCHASE OFFLINE

 

Secondo dati Instat: l’80% degli italiani utilizza lo smartphone per decidere cosa acquistare o per relazionarsi con i marchi di moda preferiti (un terzo acquista online e un altro terzo offline).

7 italiani su 10 sono attratti da offerte via smartphone! 

Il 69% dei consumatori che passeggia nelle vicinanze di un negozio è interessato a ricevere offerte commerciali personalizzate.

Esaminando le funzionalità mobile, oltretutto, si scopre che la connessione wi-fi è mantenuta costantemente attiva dal 68% dei consumatori intervistati, il 37% usufruisce sempre anche della geolocalizzazione e il 19% del bluetooth.

L’effetto Ropo quindi, è un’occasione per qualsiasi imprenditore del settore moda!

In concreto esaminiamo il caso di un’azienda come Burberry, che è considerata una top fashion nel settore della moda e di come la sua evoluzione abbia toccato sia canali online che offline.

NON SOLO SFILATE: LA COMUNICAZIONE DI BURBERRY OFFLINE E ONLINE

fashion
Dalla realtà al digitale “Burberry”

Nella strategia comunicativa del Burberry l’offline si intreccia all’online in moltissime occasioni.

Come è ovvio nel campo della moda, le sfilate rappresentano il canale prioritario sul quale identificare la propria brand identity.

Non è tutto qui. il live streaming di questi eventi ha arricchito ulteriormente le performance, consentendo di raggiungere 700 milioni di visualizzazioni attraverso dieci piattaforme globali.

Nota è, poi, la collaborazione con DreamWorks Animation e NOVA (nel dicembre 2015) per realizzare la prima campagna di marketing interattiva con l’utilizzo della tecnologia 3D, che ha permesso agli utenti di interagire, tramite il proprio smartphone, con lo schermo curvo di Piccadilly Circus.

Burberry è attento, però, anche alle novità offline

Un esempio davvero interessante è il primo ‘café’, Thomas’s – dal nome del fondatore del brand, Thomas Burberry –all’interno del flagship di Regent Street (Londra), dove è possibile consumare un menu tipico britannico.

Ma non è tutto.

All’interno del Thomas’s è possibile acquistare prodotti artigianali del Regno Unito, oggetti per la casa e giochi da tavolo, il tutto personalizzabile con un monogramma e con la possibilità di scegliere dal nastro al biglietto di auguri.

Il primo ‘café’, Thomas’s
Burberry Regent Street

L’evoluzione top di Burberry è stata raggiunta sempre nello store di Londra restreet dove, attraverso l’app era possibile scegliere la personalizzazione del proprio capo ed accessorio.

Conclusioni

Chi compra vestiti e accessori passa da un canale all’altro con fluidità e in maniera naturale.

Insomma: nessun brand del fashion può rinunciare a una strategia d’integrazione dei touch point!

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