Come il marketing riflette la realtà

Come il marketing riflette la realtà

Il termine marketing, che deriva da “to market”, oggi viene ampiamente abusato. Indica letteralmente “immettere sul mercato” ma il suo significato è ben più ampio. Viene usato, generalmente, per indicare tutte le attività che hanno l’obiettivo di instaurare una relazione tra un’azienda ed il proprio pubblico di riferimento e, ultimo ma non per importanza, promuovere e gestire la distribuzione e la vendita del prodotti e servizi del brand.

Nei primi anni ’60, Jerome McCarthy sviluppa un modello economico focalizzato sullo sviluppo del marketing e denominato: Marketing MIX. Philip Kotler, il guru del marketing,  ha accettato ed implementato – fino ad arrivare al modello delle 6 P, dove ha aggiunto alle precedenti 4 anche “People” e “Planet” – questo metodo che individua quattro “P” come strumenti fondamentali sulle quali è strettamente necessario focalizzarsi.

Le 4 P del “Marketing Mix” evidenziano:

Product: servizio o prodotto, con riferimento agli aspetti di studio e sviluppo
Price: prezzo, in funzione degli obiettivi strategici, i costi totali e le strategie di immissione sul mercato
Place: distribuzione, scelta dei canali distributivi adeguati al brand
Promotion: promozione e comunicazione, attività di posizionamento e vendita

Le “4 P di McCarthy “ sono le quattro attività che definiscono il “Marketing Mix”: la combinazione, un mix per l’appunto, delle tecniche e degli strumenti necessari al raggiungimento degli obiettivi di marketing.

Come è stato dimostrato, il marketing è un concetto strettamente legato al mondo dell’economia. Oramai è noto come l’economia sia un aspetto della società che impatta direttamente sulla vita delle persone.  Muta e riflette gli andamenti socio-culturali di una città, uno stato o il mondo intero. Viviamo in un mondo iper veloce che è in continuo cambiamento, in costante sviluppo e pieno zeppo di dati.

Giusto per aprire una breve parentesi in merito alla quantità di informazioni che circolano in rete: quando scoppiò la bolla di Cambridge Analytica la società londinese affermò di avere a disposizione almeno 5 mila informazioni per ogni persona presente in rete. Un aspetto di fondamentale importanza è proprio l’analisi ed il monitoraggio di tutte le informazioni e i dati che vengono scambiati dagli utenti in rete. Queste informazioni sono di conseguenza rese disponibili per le società o le persone interessate a metterle a frutto.

Un grande sostenitore del concetto di marketing e della sua indissolubile relazione con la società è Philip Kotler, il padre del marketing nonché autore del manuale “Marketing Management”: la Bibbia per ogni marketer del mondo. Un libro che tutti dovrebbero consultare per avere una buona chiave di lettura sul concetto di Marketing e della sua evoluzione nel tempo e nel mondo.

Nell’intervento tenuto allo scorso “Philip Kotler Marketing Forum” il guru del Marketing ha spiegato che:

“la formula per la crescita dell’economia e del business è data da Innovazione più Marketing”. In altre parole, il Marketing diventerà sempre più imprescindibile e, insieme all’innovazione tecnologica, risulterà l’unica strada per far crescere un business in un’era dominata dal digitale e dalla new economy”.

All’interno del Codice Civile troviamo 2 Articoli interessanti ed affini:

Art. 2082:
“È imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.

Art. 2555:
“L’azienda è il complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa”.

Come si evince da questa definizione, una volta organizzati i beni/servizi dell’azienda e stabiliti gli obiettivi del brand, l’obiettivo di ogni imprenditore è finalizzato alla produzione o scambio di beni/servizi e, quindi, alla generazione di un profitto per sé ed i propri soci. Ovviamente, per generare ed assicurare un determinato profitto, ogni azienda deve trovare le leve giuste per farsi conoscere, apprezzare e fidelizzare con il proprio pubblico di riferimento. Queste leve, in altre parole, potrebbero essere definite come le linee guida delle attività di marketing che si andranno a programmare e, poi, realizzare. A tal proposito, occorre fare una distinzione importante tra due concetti che possiamo definire due facce di una stessa medaglia.

Sto parlando del Marketing Strategico e del Marketing Operativo

Questi due pilastri costituiscono  le fondamenta di qualsiasi pianificazione strategica. Il Marketing Strategico riguarda la pianificazione a lungo periodo degli obiettivi di un business. Per pianificare bene la prima cosa da fare è partire dagli obiettivi che intendiamo raggiungere. Il Marketing Operativo, che si occupa delle attività di medio-breve periodo, viene sviluppato in maniera consequenziale a quello strategico.

Con il marketing strategico possiamo studiare le opportunità e definire gli obiettivi. Con il marketing operativo dobbiamo concentrarci sui dettagli e le modalità raggiungere gli obiettivi prefissati.

In sostanza, nel lavoro così come nella vita di tutti i giorni, prima pianifichiamo un’attività e poi la realizziamo e ci impegniamo per raggiungere gli obiettivi strategici prefissati. Se vogliamo essere certi dei risultati,  prima di partire per un nuovo viaggio decidiamo il volo, organizziamo il lavoro, la valigia o l’itinerario. Anche nel marketing, prima di partire con la promozione di un prodotto o servizio, realizziamo una strategia e ci dedichiamo ad una efficace ed efficiente pianificazione strategica. Prima di partire con la creazione dei contenuti del piano di marketing, focalizzarsi sulla strategia è la prima cosa che insegniamo ai nostri corsi di formazione e la prima cosa che facciamo per tutti i nostri partner.

Per concludere, come sostiene P. Koter:

“La funzione del marketing, all’interno delle aziende moderne, ha subito una trasformazione notevole e profonda. Si è passati da un ruolo del tutto marginale ad uno fondamentale e di assoluta importanza, assumendo un ruolo di protagonista indiscusso. Il capitalismo sta distruggendo l’economia e la democrazia. Gli stipendi bassi non sono una risposta a produttività e marginalità perché per far girare l’economia serve denaro reale nelle mani dei consumatori liberi di spendere. L’economia non riflette la realtà, il marketing lo fa. Un business cresce grazie alla percezione che ha il suo valore, in quest’ottica il marketing è la componente fondamentale che aiuta un brand a posizionarsi nell’economia globale”.

È il momento di mettere sulla tua bella libreria un libro pazzesco, quella che è stata definita “La Bibbia del Marketing”:



Ti ringrazio
per il tempo dedicato a questa lettura, sarei molto felice di conoscere un tuo parere e di vederlo condiviso. Se vuoi, invece, scrivici a hello@wehub.it per condividere dei pensieri o per capire come attivare una strategia di marketing straordinaria per il tuo brand.

Comment 1

  • Antonio26 Marzo 2020 at 18:39

    Fantastico viaggio nel senso del marketing. Un metodo, una forma mentis, quasi una filosofia che sta alla base della gestione dell’impresa.
    Spesso leggo che il marketing è morto o che non se la passa assai bene,
    Ma credo che con la tua dissertazione, tu abbia chiarito in modo ineccepibile che il marketing nella sua accezione strategica ed operativa sono insuperabili come driver della gestione sana dell’impresa.

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