Il crowdfunding come risposta sociale al rider derubato

Una campagna di crowdfunding trasforma una triste storia in una favola, resta solo l’amaro in bocca e tanto dispiacere per accadimenti simili. In meno di 24 ore, grazie alla rete ed il contributo di migliaia di persone, il rider derubato violentemente del suo motorino è riuscito a raccogliere più di 10 mila euro grazie ad una raccolta fondi.

La triste storia

Sono le 21:30, fa molto freddo e siamo tutti chiusi in casa perché l’Italia è ancora in zona rossa. Poche persone ci sono in strada e tra questi c’è anche un giovane signore di 52 anni che sta facendo le sue consegne per una nota catena di food-delivery. Improvvisamente, mentre stava facendo una consegna, viene affiancato da altri 2 motorini e 6 violenti animali. Sono cattivi, agiscono in gruppo e perfidamente, lo feriscono con calci e pugni, lo calpestano con il motorino ma lui non lascia il manubrio del suo scooter. Non vuole cederlo, non reagisce alla violenza ma non lascia la presa. Per un padre di famiglia, senza lavoro e senza la possibilità di aspettare che un lavoro arrivi, com’egli stesso sostiene, l’unico sostentamento per la sua famiglia è rappresentato da quel veicolo. Rappresenta la sua ancora di salvataggio, non è solo un motorino.

Vorrebbe essere più forte e veloce, forse sparire ma purtroppo i “cattivi” sono agguerriti e sono in tanti. Trascinato a terra e malmenato, dopo più di un minuto di concitazione, ha dovuto cedere la presa e lasciare il suo motorino a quest’orda di energumeni.

Ecco il video dello scempio, suggerisco di non vederlo se non si tollerano immagini violente:

Dopo aver visto questo video ti chiederai com’è possibile? Ma per fortuna non finisce qui la storia. La parte migliore di questo signore ancora non si è rivelata. Dopo aver subito la rapina, pieno di lividi sul corpo e sul cuore, non si è dato per vinto ed è tornato a casa a prendere l’auto per finire di fare il giro delle consegne. Per lui le parole lavoro e sacrificio sono sinonimi di nobiltà d’animo e famiglia. Questi, credo che siamo tutti d’accordo, sono gli esempi di cui necessitiamo.

Il lieto fine… con il crowdfunding

Adesso, come in ogni storia che si rispetti, il lieto fine è davvero molto toccante. Ancora una volta, seppur in una metropoli complicata come tante altre, il popolo napoletano si è dimostrato enormemente sensibile e dal cuore generoso. Quasi tutti, si può leggere nei commenti, si scusano e con un simbolico contributo cercano di addolcire questa brutta storia. Grazie ad un video, ripreso da un cellulare in lontananza, la notizia ha subito fatto il giro della rete ed ha raccolto l’attenzione di numerose persone.

Quello che una persona ti toglie, spesso, solo la rete te lo può restituire. In poche ore, grazie ad una brillante idea avuta da un suo concittadino, è stata creata una generosa campagna di crowdfunding per far ricomprare il motorino al signore derubato. La rete, sia quella delle persone sia quella di internet, è riuscita a dare forza e speranza non solo al mal capitato ma anche a tanti napoletani infuriati. Grazie a questa raccolta fondi, condivisa da migliaia di persone di Napoli e non solo, sono stati raccolti già più di 10 mila euro. Il motorino, notizia di poche ore fa, è stato ritrovato e pare abbiano anche già arrestato gli aggressori.

La risposta del signore ai suoi rapinatori

La storia di Gianni è ancor più toccante se si pensa all’esempio che ha voluto dare ed alle parole che ha rivolto, una volta intervistato, a questi giovani delinquenti. Non ha conservato rancore e rabbia ma ha rivolto loro un delicato appello: “Fate anche un mestiere umile, ma l’importante è che lo facciate. Guadagnatevi da vivere. Io ho sempre lavorato onestamente. Riflettete, siate più civili, guadagnatevi il pane lavorando”.

Tutto è bene quel che finisce… online. Ancora una volta, grazie alla rete, un triste episodio ha avuto il lieto fine che merita.

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