Kinky Boots: una perversa storia di differenziazione

Kinky Boots: un film che racconta come la competizione può essere affrontata con coraggio, ironia, innovazione e originalità.

Eccoci alla seconda puntata della nostra rubrica su cinema e formazione. Nella scorsa puntata abbiamo parlato di Americani: Glen Garry Glenross
Oggi  parliamo di Kinky Boots un film del 2005 con la regia di Julian Jarrold. Protagonisti Sarah-Jane Potts, Joel Edgerton, Chiwetel Ejiofor ed Ewan Hooper. Siamo nel mondo delle 3 C (in questi giorni davvero come non mai) CRISI, Cambiamento e Concorrenza.
 Questo lo scenario in cui si svolgono le gesta dei protagonisti di questa storia.

Trama con crisi

Il protagonista della nostra storia è Charlie.
 A lui tocca prendere in mano, seppure recalcitrante, le redini dell’impresa di famiglia. Una fabbrica di scarpe inglese dal nobile passato e dal presente piuttosto tumultuoso. Una situazione causata sia dalla crisi, sia da alcune dubbie scelte del padre.

 

kinky_boots_Film

Una trasgressiva fantasia al potere

Quando tutto sembra volgere al peggio, come nelle migliori fiabe, Charlie si imbatte in un’ inattesa occasione di riscatto. Grazie al suo incontro con Simon, un giovane ‘nero’ che la sera si esibisce come “drag queen” e con il nome d’arte di Lola.
 Charlie, in una scena che andrebbe proiettata nelle aule di corsi di marketing strategico, scopre che c’è un nuovo “spazio di mercato”, un’opportunità di posizionamento strategico non ancora sfruttato.
Decide cosi di produrre stivali fatti apposta per le “Drag Queen”, che siano eleganti ma al tempo stesso possano sopportare il peso di … un uomo. Ed è proprio Lola (intepretata da un eccellente Chiwetel Ejiofor ) che disegnerà e guiderà la realizzazione dei Kinky Boots che, in una possibile traduzione in italiano, possiamo chiamare “Stivali Perversi”.

 

Kinky Boots è tratto da una storia vera

Questo film prende spunto da una storia vera. Quella di Steve Pateman un imprenditore calzaturiero di un paesino della campagna inglese protagonista di una vita che potremmo definire serena.
 Le sue giornate spese nel monotono scorrere del giorno in un idillico paesino nella rigogliosa campagna inglese. Una vita divisa tra la famiglia ed una tranquilla routine professionale.
 Abituato al successo ormai consolidato della sua fabbrica di scarpe “tradizionali”, in un paese che delle tradizioni ha fatto il suo marchio distintivo. Una tradizione con tanto di tè delle 5.

 

Crisi vs Opportunità

Pateman fa scarpe che durano una vita (un concetto che ritroverete nel film, in particolare in una scena in cui Charlie va a trovare un vecchio cliente che lo liquida proprio perché le sue scarpe durano troppo e non sono sufficientemente “consumistiche”).
 Ma come in tutte le fiabe a disturbare il perfetto status quo del protagonista arriva un cattivo di quelli proprio tosti: LA CRISI.

In questo caso, causata da concorrenti che fanno scarpe di qualità modesta a prezzi assai contenuti.
 Scarpe che si rompono dopo un tempo assai conveniente per il rivenditore. Che sarà lì pronto con un nuovo modello con il giusto appeal e i corretti crismi della moda del momento. 
Una concorrenza cattiva, che non rispetta le regole, che fa scarpe economiche al punto giusto, al servizio di una moda effimera perfetta per una soddisfazione pret à porter.

Cambiamento kinky boots film

 

Una storia di differenziazione strategica

A questo punto però le strade del film Kinky Boots e della storia che lo ispira si dividono.
Nella realtà infatti gli stivali perversi nascono a seguito di una richiesta poco “ortodossa” di un piccolo porno shop di alcuni paia stivali per drag queen, nel film invece è un incidente che permette l’incontro tra Lola e Charlie e la scoperta del “buco di mercato” di una richiesta insoddisfatta. Un’altro aspetto che va raccontato per dovere di cronaca è che film e realtà differiscono anche nel… seguito, quel che capita dopo il finale.
Nella realtà infatti i “Kinky Boots” non riusciranno a superare la concorrenza del prodotto cinese, decisamente più economico e abbordabile. Ma non fatevi ingannare.
 Il fallimento di Pateman non rende meno valida la morale di questa storia.

 

Kinky Boots è una storia che non ci parla solo di scarpe, ma di come comportarsi di fronte al cambiamento.

Come dobbiamo agire quando ci sembra che si stia rovesciando tutto ciò a cui ci siamo affidati fino ad oggi, se tutto quello che ci ha portato al successo non funziona più?
 Come possiamo reagire?

La risposta è che dobbiamo affrontare il nuovo scenario con la convinzione che come diceva Henry Ford “un problema è un opportunità in abito da lavoro”.

 Dobbiamo osservare con attenzione e cogliere i segnali, quelli più forti e quelli più deboli.

Chiederci perché no, piuttosto che perché.

E se vi state dicendo che “non funziona” perché nella realtà i cinesi hanno battuto Pateman, io vi dico che allora state ancora guardando nel modo sbagliato e vi state perdendo qualcosa. 
Quello che Pateman non ha compreso è che non bastava semplicemente fare i Kinky Boots, ma quegli stivali dovevano avere qualcosa che li rendesse diversi da tutti gli altri Kinky Boots che sarebbero arrivati dopo.

Se non avete ancora capito, chiedete a quel signore che ha inventato lo smartphone, pardon… l’iPhone.

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